Pino Maddaloni ai giovani: «Non è importante da dove parti», dalla periferia all’oro di Sydney

L'oro olimpico del judo a Sydney 2000, nel team Illumina di Sport e Salute, al #BeActive MultiSport Village della Villa Comunale: «Grazie allo sport abbiamo imparato a cadere e a rialzarci». E ai circa 3.000 studenti chiede una cosa sola: tante domande

Il 18 settembre 2000 un ippon gli consegnò l’oro olimpico di Sydney. Ventisei anni dopo, a casa sua, Pino Maddaloni ha spiegato ai ragazzi di Napoli cosa gli è rimasto davvero.

«Lo sport è uno strumento educativo fortissimo, regala tanti sorrisi e porta con sé valori importanti come il rispetto delle regole e il rispetto del prossimo. Grazie allo sport abbiamo imparato a cadere e a rialzarci».

L’occasione è l’inaugurazione del #BeActive MultiSport Village alla Villa Comunale, main event della Settimana Europea dello Sport, dove Maddaloni era presente con il team Illumina di Sport e Salute.

Pino Maddaloni e la periferia nord di Napoli: «Non è importante da dove parti»

Il passaggio più forte è anche il più personale.

«Io sono nato nella periferia nord di Napoli, ma posso dire ai giovani che non è importante da dove parti: è importante trovare dentro di te le motivazioni giuste e devi credere in te stesso».

Per lui lo sport non è stato solo una carriera. «Grazie allo sport ho imparato a cogliere delle opportunità, come l’amicizia. Ho girato tanti posti del mondo e allo stesso tempo ho imparato a credere in me stesso». Non soltanto un valore atletico, dunque, ma «un messaggio che riguarda un cammino di vita, un percorso».

Pino Maddaloni e l’oro di Sydney 2000: le medaglie vinte «anche nella vita»

«Grazie al judo ho vinto tante medaglie, ma non solo sul tatami, anche nella vita».

Quelle sul tatami sono pesanti. Prima di Sydney aveva vinto due titoli europei consecutivi nei 73 kg: Oviedo nel 1998 e Bratislava nel 1999. Poi, ai Giochi, la finale contro il brasiliano Tiago Camilo, chiusa con un ippon. Era il ritorno all’oro olimpico del judo italiano, vent’anni dopo quello di Ezio Gamba a Mosca 1980. Dietro c’era una storia di famiglia. Il suo primo maestro è stato il padre Gianni, per tutti “O Maè”, fondatore dello Star Judo Club di Scampia. La loro storia è diventata anche un film Rai, “L’oro di Scampia”, con Beppe Fiorello. Dopo la carriera da atleta, Pino ha continuato a girare il mondo da allenatore e da arbitro internazionale.

JUDO:ORO ALL'ITALIANO MADDALONI
Foto di IVAN ARTIMEZ / EST

Maddaloni papà e maestro: perché dedicare tempo ai giovani è «il regalo più bello»

Oggi Maddaloni guarda allo sport anche da genitore.

«Oggi sono papà e grazie all’esperienza che mi ha regalato lo sport so cosa vuol dire dedicare del tempo ai giovani. È il regalo più bello che gli possiamo fare: trasmettergli le nostre esperienze e il nostro calore umano».

Ai circa 3.000 studenti arrivati al villaggio non ha chiesto attenzione, ma curiosità.

«Mi auguro che ci siano tante domande, perché le domande aiutano a crescere chiunque, non solo i giovani. Io da piccolo facevo tante domande, ma ne ho ancora tante da fare. Mi auguro che i bambini riescano a carpire da noi sportivi sia le esperienze sia i valori dello sport».

Napoli, America’s Cup e #BeActive Village: l’orgoglio di Maddaloni per la sua città

Il villaggio propone trenta discipline da provare gratis sotto la guida dei tecnici federali. Tra gli ambassador c’è anche la doppia campionessa olimpica Francesca Lollobrigida. Il campo di regata dell’America’s Cup è a due passi, e per Maddaloni questa vicinanza conta.

«Oggi un evento così dà un’importanza e una luce incredibili alla nostra città. Napoli lo merita, e di sicuro sapremo fare esperienza e dare tanto entusiasmo e una spinta forte alle imbarcazioni».

Il villaggio resta aperto gratuitamente dalle 9 alle 18 fino a domenica 27 settembre. Sabato 26 c’è la BeActive Night, aperta a tutta la città.