In un fine settimana dove si è assistito da parte di tutti gli atleti a tuffi spettacolari e di qualità tecnica altissima, premiati dai giudici con voto 10, è stato il trentatreenne Popovici a conquistare la vittoria a Stari Most. Nonostante abbia ottenuto un solo 10 nei tre giorni di gara, ha battuto il connazionale Catalin Preda – al secondo posto con una distanza di 23 punti – grazie alla costanza, alla concentrazione e alla tecnica. Il totale punti raggiunti da Popovici – 481,5 – gli ha assicurato il record di punteggio raggiunto in una singola gara, precedentemente detenuto da Preda.
“Mi sento molto bene in questo momento e il livello della competizione sta crescendo in modo incredibile. Sapevo che sarebbe stata dura. A Mostar è sempre difficile, siamo a metà del Red Bull Cliff Diving e la concentrazione è ai massimi livelli. Sono contento di essere stato più determinato degli altri e di aver vinto“, afferma Popovici, la cui stagione altalenante ha raggiunto un nuovo apice in questa location storica. “Ci si può sempre migliorare, e sono sicuro che sarà così. Catalin aveva stabilito un record a Parigi e pensavamo fosse impossibile fare di più. Oggi è successo e anche il mio record prima o poi verrà battuto“.
La vittoria di oggi, la seconda della stagione per Popovici dopo quella di Copenaghen, riporta il campione europeo dei tuffi da grandi altezze al centro della lotta per il titolo, dopo la deludente tappa di Oslo. Preda, il cui tuffo finale nel fiume Neretva gli è valso quattro 10 dai giudici e il quarto podio in cinque tappe per questa stagione, è ancora in testa alla classifica generale con 760 punti.
Aidan Heslop completa il podio e non accenna a rallentare la sua prima straordinaria stagione come permanent diver. Il britannico è terzo nella classifica generale con 646 punti, a soli 34 di distanza dal francese Gary Hunt, che a Mostar ottiene il quarto posto.
L’ucraino Oleksiy Prygorov, che ha superato il suo precedente record personale con una prestazione che gli sarebbe valsa il primo podio in tre delle precedenti quattro tappe di questa stagione, si è classificato quinto.
Alessandro De Rose, dopo il secondo posto a Oslo e il terzo agli Europei di nuoto a Roma, si classifica nono, mantenendo la quinta posizione nel ranking globale.
Nella gara femminile, le due migliori performer della stagione hanno combattuto fino all’ultimo round: la cinque volte campionessa Rhiannan Iffland e la canadese Molly Carlson, che ha aperto la stagione con la vittoria a Boston. La trentenne australiana, grazie alla sua esperienza, ha eseguito uno straordinario tuffo finale, ottenendo un 10 e conquistando la sua quarta vittoria.
“Il secondo posto di Boston mi ha dato carica e motivazione. Questa volta è stato davvero emozionante, un tira e molla tra me e Molly. Sapevo che con l’ultimo tuffo dovevo fare qualcosa di speciale e sono molto contenta di esserci riuscita. Ora sono pronta per affrontare le ultime gare della stagione“, ha dichiarato Iffland, in testa alla classifica generale con 170 punti di vantaggio, molto vicina a raggiungere il suo sesto trofeo King Kahekili. “Ho fatto la tripletta. Qui il rapporto con i tuffi è sempre stato di amore-odio e penso sia ancora un po’ così. Sto facendo il possibile per trovare il modo di controllare e gestire questa sensazione, e oggi ci sono riuscita“.
Per Molly Carlson, giovane promessa ventitreenne, è la prima stagione di grande successo come permanent diver. Ha conquistato quattro podi, di cui tre secondi posti, e nella classifica generale ha un vantaggio di 238 punti sulla terza classificata, l’americana Eleanor Smart.
Jessica Macaulay, seconda classificata alla World Series della scorsa stagione, completa il podio femminile a Mostar e occupa il quarto posto nella classifica generale.
Mostar, il luogo con la più lunga tradizione di tuffi da grandi altezze del mondo, ha dimostrato ancora una volta come questa disciplina sia in continua crescita e abbia raggiunto un livello altissimo. Nuovi talenti hanno debuttato con tuffi mai eseguiti prima, campioni da record hanno ottenuto 10 dai giudici senza però raggiungere il podio e un pubblico oramai esperto ha sostenuto tutti i 24 atleti del cliff diving.
Dalla Bosnia-Erzegovina, la Red Bull Cliff Diving World Series si sposta nella pittoresca Sisikon, Svizzera, per la sesta tappa, seguita il week end del 17 e 18 settembre dalla storica location di Polignano a Mare, che ospiterà per la nona volta i 12 uomini e le 12 donne in gara che si tufferanno dalla splendida terrazza a picco sul mare Adriatico.