Inter, l’analisi di Conte è umiliante: “gol regalati alla Lazio, siamo ingenui. Eriksen? Un giocatore non cambia la squadra”

Antonio Conte duro nel post partita di Lazio-Inter: l'allenatore nerazzurro sottolinea l'ingenuità sui gol e i limiti caratteriali della propria squadra

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La Lazio ha battuto 2-1 l’Inter nel big match della 24ª Giornata di Serie A ed effettua il sorpasso al secondo posto. Una gara aperta e combattuta, nella quale i nerazzurri sono passati in vantaggio nel primo tempo, subendo poi due reti nella ripresa che hanno permesso a Immobile e compagni di chiudere una strepitosa rimonta.

Al termine della partita Antonio Conte non ha risparmiato dure critiche ai suoi: “credo che la prestazione ci sia stata, sicuramente non mi è piaciuto il risultato e il modo in cui sono arrivati i gol. Abbiamo regalato due gol alla Lazio, non siamo stati impeccabili e in certe partite i dettagli diventano decisivi. Sui gol abbiamo commesso ingenuità, fa parte del processo di crescita. Sono ragazzi che devono migliorare per essere più sereni in certe situazioni. Veniamo da situazioni dove siamo stati rimontati dopo essere andati in vantaggio, come avvenuto a Barcellona o Dortmund: partite che avevi in pugno e alla fine hai perso. Dobbiamo fare un percorso, questi ragazzi devono migliorare per affrontare le situazioni nella giusta maniera. Ad inizio ripresa sembravamo impauriti, poi c’è stato grandissimo impegno da parte loro e li ringrazio. Vogliamo dare un po’ fastidio in vetta, essere arrivati in questa maniera ad uno scontro diretto deve renderci orgogliosi ma al tempo stesso dobbiamo capire che c’è strada da fare.

Non ho visto una squadra che ha dominato l’altra, si sono affrontate due squadre che hanno provato a vincere la partita. Mancanza di comunicazione tra portiere e difensore sul primo gol? Non voglio entrare nel dettaglio, dobbiamo però essere più sereni. Ci facciamo prendere troppo dalla frenesia e invece serve grande freddezza, forti del lavoro che facciamo quotidianamente, ma i ragazzi stanno cercando di migliorare. Dobbiamo crescere anche come personalità; stai vincendo uno scontro diretto e nel secondo tempo devi entrare diversamente. Già nel giro palla eravamo troppo timorosi e non capisco perché. Poi sul 2-1 abbiamo ripreso a fare azioni offensive, ma quando stai vincendo devi comunque attaccare. Eriksen? Bisogna in primo luogo trovare sempre l’equilibrio, con giocatori che ti diano equilibrio difensivamente e offensivamente. Siamo arrivati fin qui senza Eriksen, non dobbiamo pensare che un giocatore possa cambiare una squadra. Lo stiamo inserendo nel migliore dei modi, ma dobbiamo continuare a lavorare senza pensare che questo o quell’altro possa cambiare la situazione“.

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